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Orari Messe

ZONA PASTORALE Molinella

(da sabato 3 ottobre 2020)

FESTIVO PROVVISORIO

Sabato

ore 18,00: S. Messa *

Domenica

ore 9: S. Messa Sp
 
ore 10: S. Messa *
 
ore 11: S. Messa **
 
ore 19: S. Messa *
 

 
FERIALE PROVVISORIO

Lunedì ore 18,30 *

Martedì ore 8,30 *

Mercoledì ore 8,30 **

Giovedì ore 8,30 *

Venerdì ore 18,30 *

Sabato ore 8,30 *


 

Note:

* Chiesa Molinella S. Matteo

** Chiesa S. Martino in Argine

*** Chiesa Molinella S. Francesco

****  Chiesa Selva Malvezzi

***** Chiesa Marmorta

sp Chiesa S. Pietro Capofiume 


CONFESSIONI

Sabato a Molinella dalle 9,30 alle 12,00
dalle 16 alle 17,30
 

 

La storia

LA NOSTRA PARROCCHIA COMPIE 490 ANNI

 

III SECOLO: LA PRIMA EVANGELIZZAZIONE

Scrive don Gardini che, nella nostra zona, il primo centro d'irradiazione del Cristianesimo fu il porto di Classe (Ravenna). In quel coacervo di razze e religioni, c'erano certamente dei soldati romani che avevano già ricevuto il battesimo e custodivano la fede in Cristo. Lungo il Delta, a partire dal III secolo, l'annuncio evangelico si propagò alle stazioni doganali come Argenta e quindi, attraverso la fitta retta di canali che percorrevano le paludi a sud del Primaro, ai paesi dell'interno. 

ANNO MILLE: LA PIEVE DI SAN MARTINO

La Chiesa nascente mantenne pressoché inalterata l'organizzazione territoriale dell'epoca romana: la Pieve (da plebs: popolo) indicava l'unione religiosa dei cristiani che abitavano il Pagus, cioè un paese già abbastanza popoloso. Lì si costruiva anche la chiesa, a sua volta matrice di altre.

Così avvenne per l'antichissima Pieve di Budrio, da cui derivò in epoca carolingia, cioè intorno al Mille, la Pieve di San Martino in Argine.

Col tempo, quando poi un'azienda colonica a conduzione famigliare (fundus) si trasformava in una vera e propria fattoria (villa), con molti salariati residenti (villici), ecco che lì sorgeva la Parrocchia, dal greco paréco, apparecchiare, e quindi luogo di ristoro per i viandanti e i soldati, divenuto poi, per analogia, luogo di ristoro dell'anima.

1522: NASCE LA PARROCCHIA DI MOLINELLA

Il territorio in cui sorgeva Molinella e dove sarebbe sorto presto anche il paese di San Pietro Capofiume, quindi tutta la parte sud-ovest del nostro attuale Comune, era sotto la giurisdizione della Chiesa di San Martino in Argine, che portava il titolo di Pieve, o Chiesa Matrice, essendo da lei prolificate le altre chiese della zona. I confini religiosi a levante del nostro paese erano assai fluidi, per il persistere delle paludi. Da quella parte, le chiese più vicine erano quelle di Ospital Monacale e Consandolo, che estendeva i suoi confini fino al Morgone. Marmorta non c’era ancora e in mezzo era tutta acqua. Le testimonianze più antiche raccontano di una piccola cappellina, dedicata a San Matteo dei doganieri, che andò distrutta nell'incendio della Torre del 1390. Alla fine del '400 c'era comunque già una vera e propria chiesa, quale forse appare  nei disegni di Ignazio Danti di qualche decennio dopo. La crescita del nostro paese e le difficoltà a raggiungere la Chiesa di San Martino, soprattutto nei mesi invernali, indussero il Cardinale Grassi, Vescovo di Bologna, a costituire in Parrocchia la nostra comunità. Ciò avvenne, con rogito del notaio Girolamo Cattani, il 21 settembre 1522, memoria di San Matteo Apostolo. La nuova Parrocchia, in segno di sudditanza all’antica Chiesa Matrice, doveva pagare annualmente 2 libbre di cera e 10 soldi bolognesi. Il Parroco di Molinella doveva, tra l’altro, recarsi a San Martino per le funzioni del Sabato Santo, partecipare alla benedizione del fonte battesimale e far suonare le campane di Pasqua “solo dopo l’annuncio dato da quelle della Pieve”. Il 22 novembre di quello stesso anno, il Pievano di San Martino concesse allla Parrocchia di Molinella anche il Diritto di Battistero, cioè l’uso proprio del fonte battesimale.

I parrocchiani, come risulta dal verbale della prima Visita Pastorale, compiuta nel 1526, erano 498. I molinellesi, che avevano costruito a loro spese la chiesa, su un terreno di proprietà della nobile famiglia dei Pepoli, ottennero dal Vescovo il giuspatronato popolare, cioè il diritto di scegliersi il parroco, che esercitarono fino alla fine del '700. Don Baldassarre degli Arduini di Reggio Emilia fu, nel 1522, il primo “officiante”; don Andrea Pellandra, a partire dal 1557, il primo parroco “con obbligo di residenza e cura d'anime”.

(Notizie tratte da “Molinella in saecula saeculorum”, don Vittorio Gardini; 2002)

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